SEZIONE TIPO • AREA DI OCCUPAZIONE • DIAGRAMMA DELLE MASSE • PROFILO DI BRÜCKNER • PROGETTO DEL MURO DI SOSTEGNO A GRAVITÁ. rappresentazione grafica dei volumi di sterro e riporto . DIAGRAMMA DELLE AREE Sezioni con aree parzializzate 3. PROFILO DI BRUCKNER 7. Divisione dei terreni. Rettifica e spostamento di confini. Progetto stradale di Luca Girardi 5C Geo (a.s. / ) Diagramma di Bruckner Diagramma zona di.

Author: Samut Kazrakasa
Country: Peru
Language: English (Spanish)
Genre: Relationship
Published (Last): 11 April 2006
Pages: 187
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Certo i Greci ebbero scarsissime notizie sulle Alpi; anche Eratostene sapeva solo genericamente che esse erano montagne elevate a nord dell’Italia. Le prime notizie un po’ men0 vaghe si trovano in taluni scrittori delle guerre puniche, che se ne occuparono a proposito del famoso passaggio di Annibale a. Polibio conosce alcuni caratteri generali delle Alpi e quattro valichi, ma non ha ancora un’idea precisa di tutto il sistema montuoso.

Ma agli scrittori romani interessavano soprattutto i valichi e le strade; inoltre i popoli alpini, le loro risorse, ecc. Graiail Piccolo S.

Nella letteratura romana si trovano i nomi A. Si trovano invece ricordati alcuni rappresentanti caratteristici della fauna alpina, come l’alce e il bue selvatico. Poco diversamente stanno le cose per il Medioevo. IX ; dopo il sec. XV si ha un maggior numero di particolari. Le descrizioni delle Alpi, che si trovano nelle opere di Flavio Biondo e di Leandro Alberti, elaborano quasi unicamente materiali attinti a fonti classiche.

XVI appaiono i primi scritti che si riferiscono in modo particolare alle Alpi, il De prima ac vera alpina Rhetia cum cetero alpinarum gentium tractu di Egidio Tschudi Basileapoi la Descriptio Vallesiae e il Commentarius de Alpibus di Josias Simlerpresso il quale troviamo, tra l’altro, i primi precisi accenni a nevi permanenti e a ghiacciai. Lazio Typi chorographici Austriaeche si possono annoverare fra i primi tentativi di rappresentazioni di parti notevoli del sistema alpino.

Di gran lunga migliori sono le figurazioni contenute nelle carte di G. Magini Atlante d’Italia pubblicato postumo nel ; v. Ma i fenomeni peculiari dell’alta montagna sono tuttora pochissimo conosciuti; le ascensioni a noi note di monti un po’ elevati sono in numero molto esiguo si ricordino quella del M. Bianco appare solo nel sec. Scheuchzer, cui si debbono notevoli opere Itinera alpina; Helvetiae storiographia et geographiae una grande carta delle Alpima le sue misure sono ancora incerte e contradittorie.

Borgonio; del sono quelle della Svizzera del Weiss, del la carta del Tirolo di P.

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L’esplorazione sistematica delle Alpi si fa giustamente cominciare con Orazio Benedetto de Saussure autore dei celebri Voyages dans les Alpes e della prima ascensione al M. L’Italia ha da tempo compiuto il rilevamento topografico delle Alpi italiane alla scala di 1: Questi sono pubblicati alla scala di 1: Alla stessa scala al Dalle carte topografiche originali deriva poi una folla di carte corografiche, alpinistiche, turistiche, ecc.

Per tutti i maggiori centri di alpinismo si vanno ora pubblicando carte speciali, a colori, al Per la conoscenza dei ghiacciai attuali sono classici i lavori dell’Altmann, dell’Agassiz, del Hugi, del Tyndall, dello Studer, ciagramma nostro Stoppani, del Riehter, dei Vallot, ecc. Per la storia della conoscenza delle Alpi v. Handbuch der gesammten AlpenkundeVienna ; W. Coolidge, Les Alpes dans la nature et dans l’histoireParigi traduz.

Lehner, Die Eroberung der AlpenZurigo Ferrand, Essai d’histoire de la cartographie alpineGrenoble ; E. Italia, Francia, Svizzera, Germania, Bfuckner, Jugoslavia, e, coi loro grandi impianti idroelettrici, fanno sentire la loro importanza economica anche a distanza su tutta l’Europa industriale.

Largo nella sua bruclner estensione fra e km. A oriente la depressione del Danubio separa il nostro sistema dal Massiccio Boemo e dal corrugamento carpatico, mentre bruckne SE.

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Ad oriente di questa linea rimarrebbero solo alcune alture diluviali inferiori ai m. Per la loro situazione e per i caratteri prevalenti di alta montagna, questi fasci mediani hanno nome propriamente di Alpi fr. Ai lati delle Alpi mediane, su tutto il lato beuckner del grande arco, e su gran parte di quello interno, sono affiancate altre catene parallele calcaree o arenaceo-marnose, con caratteri di solito di media-montagna e che, indipendentemente dalla loro morfologia, sono sempre per situazione gruppi esterni prospicienti alle diagrsmma contermini e che hanno preso il nome scientifico anche se spesso non corrispondente alla toponomastica locale di Prealpi fr.

Petites Alpes ; ted. Queste zone longitudinali del sistema sono di solito separate da larghi solchi o tronchi vallivi essi pure longitudinali, che sono una caratteristica del sistema alpino a confronto di altri sistemi orografici europei e che hanno il massimo sviluppo sul lato orientale del sistema, dove si aprono a ventaglio sulla pianura pannonica.

Quest’ultima divisione ebbe poi grandissimo seguito fra i geografi. Le Alpi Occidentali – che vanno dal Colle di Cadibona m. Bianco – sono incurvate a ferro di cavallo attorno alla pianura padana con direzione prevalente sud-nord; mancano della bruckber prealpina calcarea interna, sono particolarmente divise in gruppi a limiti irregolari, dati da valli trasversali, a causa della complessa tettonica, che ha rapporti incerti con la morfologia attuale; presentano la maggiore elevazione di tutte le Alpi Monte Bianco, m.

Le Alpi Orientali – dal passo del Brennero m.

Una commissione nominata dal Comitato geografico nazionale italiano ha proposto una delimitazione e una nomenclatura dei grandi gruppimentre ha rinunziato a entrare nei particolari delle minori suddivisioni. Le Alpi propriamente dette, piccola parte del buckner fascio delle Bruvkner, vanno dal Golfo di Genova alle diayramma di Vienna, dalla pianura padana alla pianura svizzero-bavarese. I materiali e i periodi. Non sono trascorsi molti lustri, che questi scisti cristallini gneiss, micascisti, cloritoscisti, calcescisti, ecc.

Fatta eccezione bruuckner lontani periodi dell’Algonchico e del Cambrico, che stanno alla base della serie cronologica dei terreni, nelle Alpi, prese nel loro insieme, vennero segnalati avanzi di fossili in tutti i periodi dal Silurico inferiore agli ultimi sedimenti del Quaternario.

I terreni del Paleozoico Siluriano, Devonico, Carbonifero e Permiano sono specialmente bene rappresentati nelle Alpi Orientali e precisamente nel Cadore, nel Trentino, diagrmama catena Carnica, in quella delle Caravanche, nelle Alpi calcaree settentrionali, nei dintorni di Lubiana, di Graz, nel massiccio del Semmering, ecc.

Le faune e le flore ricavate dai sedimenti paleozoici sono non di rado di una straordinaria ricchezza e forniscono agli studiosi il mezzo di ricostruire un quadro abbastanza completo della vita di quei lontani tempi.

Nelle Alpi Centrali scarsi avanzi di flore permiche e carboniche vennero segnalati nel Bresciano e nei dintorni di Lugano. I fossili abbondano tanto nel periodo Triasico, come nel Giurassico, quanto in fine nel Cretacico, dalla ri Istriana alle Dolomiti e alle Alpi del Salisburghese, dalle valli dell’Adige e del Piave ai monti calcarei fiancheggianti il lago di Como, da S.

Fra i numerosissimi giacimenti brckner celebri quelli a mammiferi del Veneto e del Genovesato, quelli a pesci e rettili di Bolca, a molluschi, coralli, echinodermi, ecc. La Valle Padana, profondo disgramma dell’Adriatico, veniva via via colmata di alluvioni, mentre dalle valli alpine dei due versanti scendevano fino alla pianura grandiose correnti di ghiaccio.

Fra questi anfiteatri diagfamma notevoli per evidenza di linee quello del Rodano presso Lione, quello di Rivoli presso Torino, quello di Ivrea, del Ticino, di Como, di Lecco, del lago d’iseo.

Scomparsi i ghiacciai o ritirati negli estremi recessi alpini, i diagranma ed i fiumi ripresero la loro azione erosiva, dando origine a quella successione di terrazzi fiancheggianti le valli, che divennero poi stazioni preferite dell’uomo preistorico. Immediatamente successivi alla serie pennidica, verso la pianura padana, si trovano le zone di Ivrea, quella di Strona, la catena Orobica, i massicci dell’Ortles-Cevedale e dell’Otz che ad oriente trovano la loro prosecuzione diqgramma nei rilievi che decorrono sul versante meridionale dei Tauri fino al Brucknsr ed al Semmering.

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Se noi cerchiamo di svolgere ed analizzare questa grandiosa ed intricata matassa di materiali, troviamo ch’essa consta di varie coltri sovrapposte, dette falde di ricoprimento, fra loro accavallate, ma brucckner l’erosione ha profondamente inciso svelandone la sovrapposizione.

La prima di queste falde venne detta elvetica: I materiali costituenti la falda elvetica, per quanto il cammino sia stato breve, investirono direttamente e ricoprirono in parte i massicci cristallini dell’Argentera, di Pelvoux, del Monte Bianco, dell’Aar-S. Notevole fra gli altri, nella zona delle radici austro-alpine, quel lungo e sottile complesso di materiali prevalentemente calcarei, che decorre da Lienz a Villacco e poi oltre nelle Caravanche, e che passa sotto il nome di Drauzug.

Da esso avrebbero avuto origine le Alpi calcaree settentrionali, lungo e frastagliato rilievo dai caratteri morfologici che ricordano non di rado il paesaggio dolomitico e che si estende da Vienna fin quasi alle rive dell’alto Reno. Il contatto fra Alpi e Dinaridi, detto confine alpino-dinarico, comincia a rendersi manifesto presso Ivrea, attraversa la regione dei laghi lombardi, il versante settentrionale delle Orobiche, la Val di Sole, passa presso Merano e segue poi verso oriente lungo le valli della Rienza e della Gail.

All’esterno, nella penisola iberica, nei Vosgi, nella Selva Nera, ecc. Al sud, la tavola africana il Rucklanddi cui le Dinaridi emerse non rappresentano che l’orlatura settentrionale.

Successivamente, nel Terziario medio, le radici delle falde alpine furono raggiunte dalle stesse Dinaridi, che si saldarono in un unico complesso orografico. Arbenz, Die Gebirgsbau der Zentralschweizin Verh. Argand, Les nappes de recouvrement des Riagramma Pennines et leurs prolongements structurauxin Mat.

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SuisseXXXI ; id. Cacciamali, Schema tettonico-orogenetico delle Prealpi lombardein Boll. Collet, The structure of the AlpsLondra ; H. Cornelius, Zur Kenntnis der Wurzelregion in unteren Veltlin.

Progetto stradale

Lincei; Dkagramma. Fabiani, Osservazioni sulla stratigrafia e sulla tettonica dei massicci montuosi del Bondone e del Dagrammain Atti Acc. Bernardoin Boll. Cornelius, Considerazioni orogenetiche sul limite alpino-dinarico in Pusteriain Atti Acc. Heim, Geologie der SchweizLipsia ; F. Kayser, Lehrbuch der GeologieStoccarda ; W.

France; L. LausanneParigi ; id. SuisseXXXecc. Parona, Trattato di GeologiaMilano ; G. Salomon, Die alpin-dinarische Grenzein Verhandl. Staub, Der Bau der Alpenin Beitr. Karte der Schweizn. Steimann, Geologische Probleme des Alpengebirgesin Zeitschr. Alpenvereins; F. Carta geologica d’Italia; carta d’insieme al milione; carta geologica al Ufficio geologico italiano, Roma; carta geologica delle Tre Venezie al Molte altre carte e numerosi profili fanno parte dei lavori descrittivi citati nell’elenco bibliografico.

Stella sostenne invece che nel versante italiano delle Alpi si aveva testimonianza di due sole glaciazioni, la seconda delle quali in doppia fase. Bayer e Schaffer segnano il ritorno alle idee di Stella, affermando: Con tale classificazione il glaciale alpino sarebbe perfettamente coordinato con quello dell’Europa settentrionale, dell’America settentrionale e dei principali sistemi montuosi. E si calcola che il limite delle nevi fosse nel Mindeliano circa m.

Non bisogna figurarsi quest’area come occupata da una colossale calotta di ghiaccio analoga alla Groenlandese.

Il limite delle nevi perpetue correva m. Nella regione centrale la calotta suaccennata aveva leggiera pendenza e culminava a circa m. Entro-vallivi furono i ghiacciai delle Valli di Lanzo e dell’Orco.

Assai complicati erano gli anfiteatri del Ticino e dell’Adda: